La pianificazione strategica
della successione aziendale

Le cause possono essere diverse ma l’effetto è identico: anche il più appassionato degli imprenditori si ritrova ad un certo punto del suo percorso a dover passare il testimone a uno o più successori. Questo passaggio difficilmente avviene in maniera agevole. Specialmente in imprese a gestione familiare, si creano spesso situazioni complicate, in cui gli eredi non hanno la volontà o semplicemente dimostrano di non avere le capacità per prendere il posto dell’imprenditore.

Cosa si può fare per evitare che l’azienda vada alla deriva? Innanzitutto, definire con anticipo tutti gli aspetti burocratici e giuridici, per evitare che si scatenino litigi ed equivoci. Ma non basta. Ci sono una serie di aspetti legati alla pianificazione strategica della successione aziendale, aspetti che spesso vengono sottovalutati, ma che sono fondamentali per fare in modo che tutti (proprietari, quadri e dipendenti) abbiano un’idea chiara del futuro dell’azienda.

I modelli di successione aziendale

O se ne occupano i miei figli o sarò costretto a vendere tutto – probabilmente è così che avete sempre immaginato il futuro della vostra azienda. Ma la realtà, specialmente in ambito economico, non è tutto bianco o tutto nero. Esistono diversi modelli ibridi, che potrebbero adattarsi al meglio alle vostre esigenze e permetteranno di valorizzare coloro che hanno maggiormente contribuito (o che hanno le competenze per contribuire in futuro) al successo dell’azienda.

Un’opzione potrebbe essere lasciare la quota di maggioranza al figlio più motivato oppure, nel caso in cui la famiglia non sia interessata a mantenere la gestione diretta, lasciare che siano i collaboratori più vicini al vertice (il management) a comprare la maggioranza delle azioni, mentre ai componenti della famiglia potrebbero rimanere delle quote di controllo. Senza entrare in ulteriori dettagli (si veda per questo l’articolo dedicato), è importante conoscere le varie ipotesi a disposizione e riuscire a concretizzare sulla propria realtà termini legati al gergo economico, in apparenza lontani.

I modelli di successione aziendale

O se ne occupano i miei figli o sarò costretto a vendere tutto – probabilmente è così che avete sempre immaginato il futuro della vostra azienda. Ma la realtà, specialmente in ambito economico, non è tutto bianco o tutto nero. Esistono diversi modelli ibridi, che potrebbero adattarsi al meglio alle vostre esigenze e permetteranno di valorizzare coloro che hanno maggiormente contribuito (o che hanno le competenze per contribuire in futuro) al successo dell’azienda.

Un’opzione potrebbe essere lasciare la quota di maggioranza al figlio più motivato oppure, nel caso in cui la famiglia non sia interessata a mantenere la gestione diretta, lasciare che siano i collaboratori più vicini al vertice (il management) a comprare la maggioranza delle azioni, mentre ai componenti della famiglia potrebbero rimanere delle quote di controllo. Senza entrare in ulteriori dettagli (si veda per questo l’articolo dedicato), è importante conoscere le varie ipotesi a disposizione e riuscire a concretizzare sulla propria realtà termini legati al gergo economico, in apparenza lontani.

Tre elementi da tenere separati: famiglia, direzione, azienda

Si sa, in un’impresa familiare, gli aspetti legati all’azienda e le controversie di famiglia tendono pericolosamente a sovrapporsi, ancor più quando ci si trova in un periodo di incertezza, ma anche di rinnovamento, quale è il momento della successione. Non c’è niente di più sbagliato. I componenti della famiglia devono poter mantenere un controllo sul business, se ciò è di loro interesse, ma questo non significa necessariamente seguirne l’operatività quotidiana.

Sarà nel Consiglio di Amministrazione che i soci – ad esempio i figli del fondatore – potranno fornire la propria visione del futuro dell’azienda, contribuendo dunque alla definizione dell’indirizzo strategico. Sarà invece in Direzione – al tavolo dei manager – che questo indirizzo dovrà trasformarsi in decisioni operative. Proprio grazie a questo processo, l’azienda potrà continuare a generare valore, per la famiglia, per i dipendenti e, in ultima analisi, per la comunità.

Non va dimenticato che molti studi sul tema sottolineano l’importanza di introdurre elementi esterni alla famiglia sia nel Consiglio di Amministrazione sia nella Direzione, al fine di favorire rinnovamento e meritocrazia.

Compila il questionario e valuta i punti di forma e debolezza della tua azienda

Esperienza e novità: collaborare per trarre vantaggio

E a proposito di rinnovamento in azienda, il passaggio generazionale è sicuramente un momento particolarmente adatto a portare novità e cambiamenti. Se, a un primo impatto, la necessità di modificare ciò che per anni è rimasto (più o meno) immutato può apparire un ostacolo insormontabile, ad una più attenta analisi ci si renderà conto che in realtà ogni cambiamento nasconde un’occasione di rinnovamento da cogliere al volo. Alcuni ambiti aziendali che possono esser positivamente interessati da questa “rivoluzione” sono:

Il CdA e la Direzione

a patto che ad ogni persona venga assegnato il ruolo più adatto ai suoi interessi e alle sue competenze;

I processi interni

che possono essere snelliti e semplificati per aumentare la produttività

La strategia

che potrebbe essere studiata in modo da adattarsi meglio agli eventuali nuovi obiettivi dell’azienda;

L’immagine dell’impresa

che può trovare nella successione aziendale un momento di importante rinnovo e ammodernamento.

Va sottolineato, tuttavia, che accogliere il cambiamento in azienda non significa assolutamente svalutare quando costruito negli anni. Il momento della successione aziendale permette l'incontro di esperienze di lunga data con le idee portate dalle menti più giovani: un connubio di energie da cui è necessario trarre vantaggio.

Quanto vale la tua azienda? Patrimonio e beni immateriali

Uno dei primi problemi che si pone nel momento della successione aziendale, in particolare se si decide di vendere interamente o in parte l’impresa, è quello della valutazione. Quanto vale la tua PMI? Difficile dirlo, ma non impossibile. Prima di tutto, vanno considerati gli elementi quantitativi, quelli che è possibile leggere nei dati di bilancio. In parole semplici, debiti, crediti, ricavi, patrimonio attuale e proiezione della situazione patrimoniale futura.

In seguito, però, ci sono una serie di elementi qualitativi da non sottovalutare. In questo caso, è ovviamente più complesso attribuire un valore ad ogni aspetto. Va considerata anche l’evoluzione dell’azienda nella sua storia, o meglio nella sua capacità di generare ricavi in maniera continuativa, anno dopo anno. Ma, soprattutto, ciò che conta è ricordare che, agli occhi di un potenziale acquirente, un’azienda ben organizzata, dove i componenti della famiglia hanno ben chiaro il loro ruolo e vi è capacità di innovazione, è un’azienda che vale di più. Per rifarsi alla saggezza popolare, un’impresa che funziona è un luogo dove tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile.

Quanto vale la tua azienda? Patrimonio e beni immateriali

Uno dei primi problemi che si pone nel momento della successione aziendale, in particolare se si decide di vendere interamente o in parte l’impresa, è quello della valutazione. Quanto vale la tua PMI? Difficile dirlo, ma non impossibile. Prima di tutto, vanno considerati gli elementi quantitativi, quelli che è possibile leggere nei dati di bilancio. In parole semplici, debiti, crediti, ricavi, patrimonio attuale e proiezione della situazione patrimoniale futura.

In seguito, però, ci sono una serie di elementi qualitativi da non sottovalutare. In questo caso, è ovviamente più complesso attribuire un valore ad ogni aspetto. Va considerata anche l’evoluzione dell’azienda nella sua storia, o meglio nella sua capacità di generare ricavi in maniera continuativa, anno dopo anno. Ma, soprattutto, ciò che conta è ricordare che, agli occhi di un potenziale acquirente, un’azienda ben organizzata, dove i componenti della famiglia hanno ben chiaro il loro ruolo e vi è capacità di innovazione, è un’azienda che vale di più. Per rifarsi alla saggezza popolare, un’impresa che funziona è un luogo dove tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile.

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Errori e buone pratiche nella successione aziendale

Situazione organizzativa chiara: ecco la parola d’ordine per favorire il buon funzionamento dell’azienda anche nel periodo della successione. Parola d’ordine per niente scontata in una PMI a gestione familiare, dove la confusione tra interessi privati e aziendali spesso è la normalità. Situazione organizzativa chiara significa, per gli addetti ai lavori, una buona strategia di Corporate Governance, ovvero l'insieme di strumenti, regole, processi e sistemi aziendali finalizzati ad una corretta ed efficiente gestione dell'impresa.

E parlando di strategia, va ricordato che essa deve essere basata su obiettivi ben definiti e condivisi dalla prima e dalla seconda generazione: l’allineamento tra chi lascia l’impresa e chi invece si appresta a prendere in mano la situazione è fondamentale. Talvolta, purtroppo, visioni del business diverse portano a divergenze che non fanno il bene dell’azienda.

Un ulteriore errore di cui tenere conto è legato alle tempistiche. Un’azienda sana dovrebbe essere cedibile in ogni momento, ma ciò non significa che l’attività di successione aziendale sia da concludere da un giorno all’altro. Un progetto strutturato è un progetto di medio periodo – all’incirca 3-5 anni – per far sì che il cambiamento organizzativo, e di proprietà, possa essere portato avanti senza ripercussioni sul business.

Imprenditori come te,
professionisti della strategia

“Tutto in famiglia” è un bello slogan, ma può non essere la scelta vincente quando ci trova ad affrontare la successione dell’azienda. Vi sono professionisti in grado di occuparsi di tutti gli aspetti rilevanti. Probabilmente starai pensando agli aspetti giuridici e burocratici, in particolare quelli legati alla gestione del fisco, ai passaggi di proprietà e alle tecnicalità societarie. Sicuramente saranno necessari notai, avvocati o esperti di diritto societario. Ma non solo.

Potrebbero essere necessarie delle figure che si pongano come mediatrici tra i vari componenti della famiglia. In ultimo, ma non per importanza, saranno necessari professionisti di strategia e organizzazione aziendale. Con il supporto di un partner come Business Up, sarà molto più semplice essere consapevoli di quali elementi considerare, nonché ri-organizzare l’azienda e definire con chiarezza i vari ruoli.

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