Innovazione e crescita aziendale: da dove partire?

In molte aziende, specialmente quelle piccole o medie a gestione familiare, si fa fatica a pensare al futuro. Imprenditore e manager sono impegnati nell’operatività quotidiana e si tende a sottovalutare la costruzione di una strategia di lungo termine. Tuttavia, questo modus operandi è totalmente errato.

Definire obiettivi chiari, almeno in un orizzonte temporale di 2 o 3 anni, impatta positivamente su tutta l’azienda. Da un lato, aiuta il management dell’azienda ad essere più rapido e consapevole nel prendere decisioni. Dall’altro, supporta lo sviluppo di un sistema di controllo delle performance aziendali molto più attento e approfondito, migliorando anche il processo di definizione dei budget e degli obiettivi finanziari. Ciò che più conta, però, è l’impatto positivo di una strategia chiara sulla capacità dell’azienda di rimanere al passo dei trend di mercato e adattarsi al cambiamento, sia tecnologico sia culturale. Vediamo nei dettagli tutti questi aspetti.

Costruire una strategia d’innovazione

Definire una strategia è il primo passo per accelerare il cambiamento in azienda. Spesso, le decisioni, specialmente nelle aziende più piccole, vengono prese di pancia, sull’onda del momento, magari senza avere né tutti gli elementi utili a decidere né una direzione chiara in mente da seguire. L’imprenditore o i manager tendono dunque a cercare risposte nel confronto con i collaboratori o altri manager, e spesso rimangono estremamente ancorati alle priorità di breve o brevissimo termine.

Essere consapevoli di dove si vuole arrivare è fondamentale per non distrarsi e non sbagliare strada, ma non solo. È anche il modo per rendere molto più semplici tutte le piccole decisioni operative quotidiane, perché tutto prende forma in funzione di un obiettivo principale. In questo caso, a scanso di equivoci, si parla di un obiettivo strategico, che vada oltre il mero obiettivo finanziario, seppur anche quest’ultimo sia ovviamente molto importante. Costruire una strategia, in termini più pratici, significa definire un piano industriale che vada a coprire più anni (generalmente un piano triennale) e che serva da guida al CdA e alla Direzione Operativa.

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Organizzare le risorse per favorire la crescita aziendale

Le risorse umane sono probabilmente l’asset di maggior valore per qualunque azienda. Ancor di più in una piccola o media impresa, dove le persone chiave sono poche, è necessario mettere i collaboratori in condizione di poter svolgere il loro lavoro in modo ideale, con lo scopo di favorirne la permanenza in azienda. Affinché le persone si sentano coinvolte, è fondamentale condividere con loro obiettivi chiari, organizzare l’operatività secondo modelli sempre attuali e far sì che l’azienda non rimanga ancorata ad abitudini di lunga data non più in grado di supportare le persone nel loro lavoro.

È importante scegliere i momenti giusti per ri-organizzare le risorse, sia a livello manageriale sia operativo, supportando il merito e, compatibilmente con i limiti di budget, inserendo persone nuove, che possano portare in azienda nuovi spunti e stimoli. In questo contesto, ancora una volta sarà importante aver ben chiara una strategia che riesca ad accelerare i cambiamenti, in particolare verso i nuovi trend tecnologici e digitali. Condividere con i principali collaboratori gli obiettivi significherà anche ascoltare le loro esigenze e perché no, le loro idee di come l’azienda dovrebbe diventare.

Piccolo non vuol dire disorganizzato

“Ma la nostra è una piccola impresa, siamo poche decine di persone” – questo il principale pensiero di chi ritiene che, in fondo, il bisogno di una strategia e di un’organizzazione ben definita non sia così impellente per una azienda di piccole dimensioni. Niente di più sbagliato. Proprio le piccole imprese, esposte ancor di più alla concorrenza, specialmente in alcuni settori, devono farsi trovare pronte.

Ciò significa soffermarsi, almeno ogni 3-5 anni, sui trend in atto, sulle nuove opportunità ma anche sulle nuove minacce all’orizzonte. Si pensi, ad esempio, alle start-up tecnologiche che portano sul mercato grande innovazione e, in alcuni casi, nuovi prodotti in grado di “mangiare” la clientela ad aziende più tradizionali.

Una strategia ben costruita si compone dunque da un lato di un’analisi esterna, volta a conoscere il mercato in cui l’impresa va a competere, e dall’altro di un’analisi interna. Per quanto possa sembrare strano, molti piccoli imprenditori non sono consapevoli fino in fondo delle risorse di maggior valore della propria azienda e fanno fatica, per questo, a definire degli obiettivi di performance, a prendere decisioni mirate e ad allocare nella maniera corretta il budget.

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L’innovazione digitale a misura di PMI

All’interno di un qualsiasi piano industriale elaborato ai giorni nostri, c’è una parola che non può mancare: digitalizzazione. Anche in questo caso, il mondo dei piccoli imprenditori tende ad alimentare una falsa credenza: l’innovazione digitale comporta investimenti troppo elevati, non a misura di piccole aziende. In realtà non è così.

Digitalizzare i propri processi, e in alcuni casi creare nuovi prodotti e servizi grazie al digitale, comporta importanti vantaggi, sia dal lato dei costi sia dal lato dei ricavi. Proviamo a citare un semplice esempio. Grazie alle tecnologie digitali, è molto più semplice conoscere i propri clienti e quindi favorire una relazione personalizzata, che porti alla fidelizzazione nel lungo periodo. I clienti fidelizzati sono i clienti a maggior valore aggiunto. Inoltre, gli investimenti in ammodernamento dei propri processi produttivi possono essere ripagati, anche nel breve periodo, da una gestione più efficiente delle operations.

La digitalizzazione merita anch’essa una strategia a sé, che potremmo chiamare roadmap digitale, tendenzialmente costruita su un orizzonte temporale di 2-3 anni. Un punto da sottolineare è che una buona strategia di innovazione digitale non deve partire dall’acquisto di nuovi software ma dall’analisi funzionale su come i processi possono cambiare grazie alla tecnologia esistente.

Calcolare l’impatto del cambiamento

Ovviamente innovazione e crescita non richiedono solo l’applicazione di concetti svincolati dalla sfera economico-finanziaria. L’imprenditore deve approcciarsi ai progetti di cambiamento con lo stesso pragmatismo e la stessa lucidità con cui gestisce quotidianamente la propria attività: avere sempre ben presente quanto si sta investendo nel piano di sviluppo e che risultati si stanno raggiungendo.

Un ulteriore punto di riferimento fondamentale per l’imprenditore, in termini di redditività, deve essere il margine operativo lordo (EBITDA) o, in termini più semplici, l’utile operativo. Questo indicatore è particolarmente importante perché permette di capire quanto sta effettivamente rendendo l’azienda. Inoltre, esso consente di stimare la liquidità che verrà generata oppure che sarà necessaria nell’immediato futuro. Per aziende in forte crescita non basta monitorare frequentemente l’evoluzione di fatturato e ricavi, ma è fondamentale avere una visione chiara delle marginalità e della liquidità: in questo l’EBITDA è di grande aiuto.

Una volta che l’azienda ha superato i primi anni di infanzia e raggiunto una massa critica, tipicamente situata attorno ai 10-15 collaboratori, è poi importante implementare un sistema di controllo di gestione per migliorare la conoscenza dei ricavi, dei i costi e delle marginalità, potendo così continuare il proprio percorso di crescita riducendo i rischi. Conoscere i costi e i ricavi delle principali linee di business, così come avere una contabilità analitica e un sistema di reportistica periodico, permette di mettere a frutto la posizione guadagnata sul mercato e prendere decisioni strategiche per gli sviluppi futuri. Come ci insegna la prima regola del management, ciò che in azienda non può essere misurato non può essere gestito.

Come abbiamo visto, gli aspetti a cui prestare attenzione sono tanti e tutti interconnessi tra loro. Affrontare un progetto di innovazione e sviluppo aziendale da soli e senza un piano preciso può risultare in un buco nell’acqua, con conseguente spreco di risorse.

Un’opzione valida, per evitare di correre questo rischio, consiste nell’affidarsi a professionisti del settore in grado di aiutare le aziende a trarre il massimo dal budget e dalle energie allocati per il progetto, supportando gli imprenditori in ogni fase del processo di innovazione e sviluppo.

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